Article: LA NICCHIA SI APRE

LA NICCHIA SI APRE
La profumeria artistica allarga il campo. Talvolta penalizzando qualità ed eleganza che la contraddistinguono. Piccola guida alla selezione dei (veri) nasi
di Paolo Bagnara

Qualche lustro fa cominciarono a farsi sentire i profumi di nicchia. Formule controcorrente, abbastanza rare ma non sempre care. E capaci di lasciare il segno come, una per tutte, quel- la allora inedita, golosissima nota di fico che il “naso” Olivia Giacobetti elaborò in maniere diverse in due edizioni divenute storiche come Premier Figuier di L’Artisan Parfumeur e Phi- losykos di Diptyque, forse ispirandosi a un precursore rivoluzionario come il primo profumo di Romeo Gigli.
Essenze in progress queste cosiddette artistiche, recentemente in un’espansione vertiginosa ma non sempre di qualità. Tra gli artefici, infatti, sono sempre più numerosi quelli improvvisati, dai tiktoker agli influencer, a testimonial che prestano il nome per far scaturire nuovi impulsi d’acquisto creando non poca confusione in un mercato già affollato di proposte. Il dilettantismo olfattivo ormai pare tale che recentemente Laura Tonatto, pioniera nella profumeria artistica e ora titolare del marchio Essenzialmente Laura con tre negozi nel centro di Roma, ha dichiarato che «se questi sono i profumi di nicchia io non voglio più farne parte».
Fra le ultime news, l’introduzione del marchio coreano Shein che ha creato rivolte nei grandi store francesi Galeries Lafayette e BHV, tanto da far andar via marchi storici come Chanel, Dior e Guerlain. Inoltre sta avanzando un’ondata di proposte orientali, come nel caso di
Satoshi Kuwata, fashion designer già insignito del Prix Lvmh per i giovani stilisti, che recentemente ha presentato Sezchu, nuova collezione di cinque jus, mettendo in evidenza il Giappone sia per gli ingredienti utilizzati nella formulazione, sia per il packaging che evoca quello del tè. «La profumeria di nicchia sta vivendo la sua età dell’oro: se un tempo era un lusso, oggi, grazie anche alla comunicazione e ai social è più immediata e vicina al consumatore» commenta Markus Villani (profilo instagram: Kuskusperfumes) storyteller,
oltre che esperto di materie prime, che ha inventato un nuovo modo di raccontare i profumi: non cripticamente tecnico come spesso quello dei loro formulatori, sempre esatto ma così poetico e accattivante che vien voglia di provarli subito. Attenzione però, esistono pericoli come i nasi dilettanti, gli “autori” improvvisati che inondano i social con le loro «creazioni, spesso coadiuvati da punti vendita che si propongono come consulenti esperti di profumo,
esprimendosi a volte con termini da “orecchianti olfattivi”. È proprio per tutelare i profumi artistici di qualità che Firenze, da circa un quarto di secolo con Fragranze, e Milano, da oltre
cinque anni con Esxcence (la nuova edizione il prossimo giugno), dedicano a questo comparto mostre selettive che garantiscono la qualità degli espositori.
In ogni caso il gusto olfattivo cambia e tra i nuovi trend risulta sempre più evidente quello delle cartoline olfattive di luoghi. Protagonista, dunque, la geografia con richiami aromatici e fioriti a
isole. Isola si chiama appunto il profumo di Giuseppe Imprezzabile, in arte il quotatissimo naso Meo Fusciuni, protagonista di Memorie Olfattive, docufilm sulla sua creatività, senza dimenticare Sikelia, marchio in ascesa, quasi un inno che cattura le più preziose emozioni profumate della Sicilia. E l’elenco delle ispirazioni può proseguire con città, oceani, continenti, montagne… Apripista storici di questo movimento? Acqua di Parma e Roma di Laura Biagiotti. Interessante, da Campomarzio 70, la linea Essential Blend, che propone profumi per l’ambiente, ispirati a luoghi e monumenti storici, però costruiti come
quelli per la persona.
Sempre più delineata l’idea di chiamare i profumi con nomi decisamente spiazzanti. Per esempio, il nuovo brand Anomalia Paris: se si sentono separatamente le fasi che compongono il suo nuovo Clu2 70, si ha l’impressione di incontrare essenze già complete e ben definite, ma una volta mixate si percepiscono tutte in un’armonia più complessa che rende omaggio alla spensierata “dolce vita italiana” degli anni Sessanta. Significativo anche il marchio Antinomia, distribuito da L’Olfattorio, che stupisce quanto il Paradoxe lanciato da Prada. Vanno
oltre gli inglesi con il new brand Psychotic London, composto da otto eau de parfum, quindi belle intense, che nel nome così trasgressivo sembra superare provocatoriamente il politically correct. In realtà vuol solo sottolineare che profumarsi è come reinventarsi ogni volta, quasi per accedere a una piacevolissima ipnosi che, più che puntare al concetto abusatissimo di sensualità e seduzione, regala illusioni e sogni. Un messaggio decisamente forte e allusivo, del resto inaugurato a suo tempo da Opium di Yves Saint Laurent (1977), che sembra diventare uno dei filoni base della profumeria “indie”, Come dire che con le parole e con gli effluvi profumi sanno sempre stupire. Magicamente!
IO DONNA 21 FEBBRAIO 2026





